La Magione Teutonica di Palermo

La Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, comunemente conosciuta come Basilica La Magione, è una delle più antiche chiese della città di Palermo.

Sorge nei pressi del quartiere della Kalsa, di fronte l'omonima piazza.

 

Fu fondata nel 1191 dal cancelliere del regno Normanno Matteo d'Aiello ed annessa alla contigua abbazia cistercense.

Nel 1197 venne concessa all'ordine dei Cavalieri Teutonici che, in seguito a donazioni, ne aumentarono la proprietà e il prestigio.

 

Divenuta la "Casa dei Cavalieri Teutonici" era così la magione (da qui il nome della chiesa) del precettore generale dell'ordine.

In seguito a mutamenti politici, nel 1492 la chiesa passò agli abati Commendatori per poi passare sotto il patronato dei re borbonici nel 1782.

Nel corso dei secoli subì varie manomissioni, come l'edificazione di un portale barocco, ancora presente, e l'integrazione di un loggiato in stile neoclassico, poi demolito durante il restauro iniziato nel 1920 da Valenti.

Adesso la chiesa, con annesso il chiostro del XII secolo, si presenta come un particolare esempio di arte arabo normanna con le finestre ogivali incassate e il motivo delle arcate intrecciate riprodotto nell'abside tipico del periodo.

La Chiesa presenta in facciata tre accessi inscritti in arcate ad ogiva che corrispondono alla tripartizione interna in navata principale e navatelle.

 

L'aspetto esterno è dominato dalle decorazioni ogivali degli archi ciechi e delle finestre.

La pianta della Chiesa è basilicale a croce latina, con transetto triabsidato.

 

Lo slancio verticale risulta molto accentuato dagli archi a sesto acuto.
La copertura originaria a capriate era decorata con motivi arabeggianti, oggi visibili in copia.

 

All’interno della Chiesa è chiaramente visibile, sul portale d’ingresso della sacrestia, lo stemma in pietra dei cavalieri teutonici.

Accanto alla Chiesa è posta la Cappella di Santa Cecilia, utilizzata originariamente come battistero.

Al suo interno si trovano decorazioni ad affresco che raffigurano una scena di crocifissione nella quale compare il committente, forse Leonardo Mederstorsen, dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici.

 

Oltre a quest'opera va menzionata la bifora che presenta nella colonna separatrice un'iscrizione in arabo.

Il Chiostro, al cui interno sono ancora visibili affreschi con lo stemma dei Cavalieri teutonici, conserva in parte le strutture originali nel braccio nord e in quello sud, dove si trovano pietre sepolcrali del XV secolo.

 

Lo stile architettonico riproduce il motivo degli archi a sesto acuto retti da coppie di colonne con capitelli finemente decorati.

 

 

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