11 APRILE 2017

MEDITAZIONE PER LA PASQUA E CELEBRAZIONE

DELLA DOMENICA DELLE PALME

Si è svolta presso la Chiesa Capitolare del Sacro Cuore in Monreale la consueta meditazione sulla Pasqua guidata dall’Assistente Spirituale Vicario della Commenda, Mons. Gaetano Tulipano famOT, che ha visto la partecipazione di Familiari, Novizi e delle loro famiglie.

Subito dopo ha avuto luogo la Santa Messa della Domenica della Palme, durante la quale si è fatta memoria dei fratelli copti uccisi poche ore prima in Egitto nel corso di un vile attentato da parte di estremisti islamici.

A conclusione della celebrazione il Commendatore, prima di recitare la consueta preghiera degli antichi cavalieri teutonici, ha rivolto a tutti gli astanti i propri auguri di Buona Pasqua, a che a nome del Gran Maestro Bruno Platter OT, dell’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennissi famOT e del Rettore della Chiesa Capitolare e Procuratore Generale presso la Santa Sede Padre Laurentius Meissner OT.

 

 

28 MARZO 2017

RIPRISTINATO IL CULTO EUCARISTICO

NELLA CHIESA TEUTONICA DEL SACRO CUORE

Restaurato il tabernacolo seicentesco della Chiesa Capitolare a cura della Commenda, ha avuto luogo, nel corso della consueta messa mensile e dopo l’incontro di formazione, il ripristino del culto eucaristico con la riposizione delle Sacre Specie nel tabernacolo e l’accensione della lampada che rimarrà accesa, da ora in poi, giorno e notte, a significare la presenza in Chiesa del SS. Sacramento.

Il Commendatore, alla fine della celebrazione eucaristica, presieduta da Don Giuseppe Iozzia famOT, ha ringraziato l’Assistente Spirituale Vicario Mons. Tulipano famOT, per l’attività che svolge, con grande slancio e dedizione, in favore della Commenda e dei suoi membri, facendogli dono di un prezioso volume recante la ristampa anastatica di un testo del ‘600 sul culto della Vergine in Sicilia.

 

 

21 MARZO 2017

CONVEGNO A GRAZ (AUSTRIA) SUGLI IMAM

NELL’ESERCITO AUSTRIACO

Il 10 Marzo 2017 si è svolto a Graz (Stiria – Austria) un convegno sul tema "Gli imam nell’esercito austriaco".

All'inizio ha avuto luogo una preghiera dei soldati nella chiesa di nuova costruzione Seliger Engelbert Kolland, nella caserma belga, sotto la direzione del Cappellano militare Dr. Christian Thomas Rachlé, Fam.OT. Dopo la benedizione del Cappellano militare ha preso la parola l’Imam militare Abdulmedzid Sijamhodzic.

Nella successiva conferenza l’Imam Abdulmedzid Sijamhodzic ha introdotto la spiritualità dell’Islam ed ha tenuto una relazione sulla lunga tradizione degli Imam militari e dei mufti militari nell'impero austro-ungarico.

La serata si è conclusa con un incontro conviviale nella caserma dei belgi, rigorosamente senza carne di maiale e bevande analcoliche, sia per rispetto alla Quaresima che al relatore islamico.

 

 

6 marzo 2017

MESSAGGIO DI QUARESIMA

DELL’ASSISTENTE SPIRITUALE DELLA COMMENDA DI SANTA

MARIA DEGLI ALEMANNI - SICILIA

Cavaliere Teutonico in preghiera ai piedi della Croce – Affresco del sec. XV
Basilica Teutonica della Magione (Palermo)

Carissimi fratelli e sorelle,

la Quaresima è il momento favorevole per celebrare e sperimentare, a partire dall'ascolto della Parola di Dio, l'amore del Padre misericordioso, che ci accoglie come figli, ci perdona e ci invita a vivere la fraternità universale, realizzando una sincera e profonda conversione personale e comunitaria.

È un tempo, questo, in cui la Chiesa ci propone di seguire Gesù, primo grande lottatore contro il Maligno, che resiste alla tentazione e ne esce vittorioso dopo la permanenza di quaranta giorni nel deserto.

La vita cristiana esige una lotta quotidiana contro il male, nella certezza della vittoria di Cristo Risorto sul peccato e sulla morte. Tra le “armi” suggerite ci sono il digiuno, la preghiera, e l'elemosina.

Il digiuno non è una pratica salutista per ritrovare il benessere fisico, ma un segno di penitenza che ci fa partecipi della lotta di Cristo contro la tentazione di diventare schiavi del denaro, del potere oppressivo, del piacere sfrenato, della violenza cieca e delle molteplici forme di dipendenza, quali la mafia con le piaghe cancrenose dell'usura e del pizzo, la droga, il gioco d'azzardo, l'alcol, l'uso esagerato dei social network.

Una vita sobria apre alla solidarietà verso coloro che soffrono a causa della fame, della povertà, delle ingiustizie, delle guerre e di ogni violenza. L'esperienza dell'amore misericordioso di Dio ci rende attenti ai bisogni del prossimo con il quale abbiamo il dovere di condividere i doni che il Signore mette a nostra disposizione.

Il Santo Padre Francesco per la Quaresima 2017 ci invita a meditare sulla Parabola del ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31), che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna.

La parabola ci presenta due personaggi: il povero Lazzaro, un individuo con una storia personale, simbolo dell'uomo degradato e umiliato; il ricco che non ha un nome in cui s'intravede drammaticamente la corruzione del peccato; la sua vita è prigioniera dell'esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell'esistenza. L'attaccamento al denaro lo rende cieco, incapace di vedere il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione. La radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio e questo lo porta a non amare Dio e a disprezzare il prossimo. La parte principale della parabola si svolge nell'aldilà. Il ricco e il povero muoiono entrambi e mentre Lazzaro è portato nella gioia piena assieme ad Abramo, il ricco spendaccione è condannato al supplizio eterno.

La parabola ci offre un messaggio attuale, facendoci comprendere che l'altro non è un fastidioso ingombro, ma un appello a cambiare vita.

Interno della Chiesa Teutonica di S. Leonardo di Siponto (Fg)
     Alcuni affreschi e scudi crociati teutonici della metà del Duecento

La Quaresima è il “tempo propizio” (cfr 2Cor 6,1) per aprire la porta ai tanti bisognosi nei quali riconoscere il volto di Cristo. Ognuno di noi ne trova tanti sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore. L'amore cristiano non aspetta di essere richiesto per agire, ma sollecitamente si accorge del bisogno dell'altro e prontamente interviene.

La parabola può essere applicata a tanti settori della vita sociale e, a livello planetario, all'attuale situazione socio-economica dell'umanità di cui solo una minima parte gode di quasi tutti i beni esistenti, mentre la maggioranza vive miseramente, pur avendo fornito i beni fondamentali alla parte fortunata.

Il Magistero sociale della Chiesa auspica una maggiore cooperazione internazionale in campo economico, improntata alla logica del dono e della gratuità da parte delle nazioni ricche nei confronti di quelle in via di sviluppo, con cui intrecciare relazioni di amicizia e di socialità, di solidarietà e di reciprocità.

Mentre ringrazio le diverse realtà ecclesiali per le iniziative a favore delle persone bisognose, incoraggio tutti i fedeli ad aiutare le famiglie in difficoltà, ad aprirsi all'accoglienza dei profughi, a dare speranza ai nostri giovani, sostenendoli nel trovare un lavoro dignitoso per far crescere la cultura dell'incontro nell'unica famiglia umana.

Lo Spirito Santo ci guidi nel cammino comune verso la Pasqua, facendoci riscoprire il dono della Parola di Dio che invita alla conversione, alla preghiera personale e comunitaria, e ci fa capire il senso autentico del digiuno per accogliere e servire Gesù Cristo presente nel prossimo bisognoso di aiuto e di conforto.

Monreale, 1 marzo 2017

Mercoledì delle Ceneri

+ Michele Pennisi famOT
Arcivescovo Abate di Monreale
Assistente Spirituale della Commenda Santa Maria degli Alemanni - Sicilia

 

 

2 MARZO 2017

SAN GIORGIO NELLE VESTI DI CAVALIERE TEUTONICO

UN AFFRESCO NELLA CHIESA DI GOTLAND

Interno della Chiesa di Hemse a Gotland

Nel 13° secolo l’Ordine Teutonico si stabilì nella zona del Baltico, dando origine alla Prussia (poi Prussia orientale), con la città di Königsberg (oggi Kaliningrad) costruita dall'Ordine, e ciò che è oggi la Lettonia e l'Estonia del sud.

Allo stesso tempo, Visby, la capitale dell’isola di Gotland (la seconda isola più grande del mar baltico), era il centro per il commercio in quelle zone e diventò membro di spicco della Lega Anseatica. Visby era una città libera e Gotland era una repubblica di contadini, anche se pagava le tasse al re svedese perché la proteggesse.

Tuttavia, nel 1361 Visby e Gotland fu conquistata dal re danese Valdemaro IV Atterdag ('una nuova alba') e cadde sotto l'autorità danese, ma Visby potè mantenere il suo status di città libera. A quel tempo, soprattutto a causa del fatto che era possibile costruire navi molto grandi, Visby perse molta della sua importanza.

Alla fine del 14° secolo ci fu una lotta di potere tra il re svedese Albrekt del Meclemburgo e della regina danese Margarete. L'autorità danese su Gotland si indebolì ed i pirati, i Vitalienbrüder, poterono stabilirsi nella zona. Poiché l’Ordine Teutonico era un membro della Lega Anseatica, i mercanti di Visby gli fecero appello al fine di venire in loro aiuto. Il Gran Maestro Konrad von Jungingen ritenne giusto aiutare la città. Nel 1398 quattromila uomini dell'Ordine sbarcarono sull'isola di Gotland ma gli sforzi per difendere l'isola non ebbero successo. Dopo una trattativa, però, l'isola e Visby furono consegnate all'Ordine, anche se i Cavalieri dovettero pagare una somma ingente.

L'Ordine costruì due torri della cinta muraria (la maggior parte della quale è ancora esistete) vicino al mare, come quartier generale, e subito iniziò ad edificare un castello attorno alle torri, sul modello dei suoi numerosi castelli.

Nel 1404 la regina danese Margarete cercò di riprendere Gotland ma non vi riuscì.

Dopo nuovi negoziati dell'Ordine Teutonico nel 1408 decise di vendere Visby e Gotland alla corona danese ed abbandonò l'isola. Il castello che l'Ordine aveva iniziato a costruire fu, poi, completato da Erik di Pomerania, e le sue rovine sono ancora visibili come ricordo del decennio di governo teutonico dell’isola.

Nella Chiesa di Hemse, una città a sud dell’isola, a circa 50 chilometri da Visby, si trova un affresco risalente al periodo di governo dell’isola da parte dei cavalieri teutonici, raffigurante San Giorgio, uno dei patroni dell’Ordine, nelle vesti di cavaliere teutonico, che infilza il Dragone.

Photo: Lennart Karlsson

La particolarità dell’affresco è data dal fatto che, normalmente, il Santo è raffigurato con uno scudo con la croce rossa, la c.d. croce di San Giorgio, mentre qui è presente la croce nera dei teutonici. La croce rossa simile è usualmente associata ai cavalieri templari, ma fu usata dalle truppe francesi ed inglesi nella terza crociata (1189-1192).

In questo caso appare evidente il tributo che il pittore ha voluto rendere all’Ordine Teutonico che, pochi anni prima, aveva governato l’isola, raffigurando San Giorgio, che peraltro è uno dei patroni dell’Ordine Teutonico, con le vesti di cavaliere teutonico.

 

 
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